Smart working, liberi di lavorare ovunque

Per cambiare realmente il modo di fare business è necessario sfruttare il potenziale della tecnologia adottando una modalità di lavoro smart che permetta di intraprendere un viaggio verso il cambiamento che coinvolga persone, processi e strumenti.

Di cosa si tratta?

Lo smart working (conosciuto anche come lavoro “agile”) è una formula di flessibilità lavorativa sempre più richiesta negli ultimi anni grazie alla progressiva e pervasiva digitalizzazione dei processi e del modo di lavorare in azienda.

Permette di ridefinire completamente l’approccio alle attività lavorative, in termini di strumenti, spazi, orari e organizzazioni, a fronte di una responsabilizzazione sui risultati.

Non deve essere confuso con il telelavoro, che di fatto remotizza la postazione fisica del lavoratore senza nessuna modifica nel suo rapporto con l’organizzazione e le sue regole, poiché per adottare lo smart working è necessario:

  • ridefinire alcune policy aziendali;
  • attivare una serie di tecnologie abilitanti e sicure;
  • evolvere gli stili di leadership soprattutto a livello del middle management.

I vantaggi

Secondo diversi studi lo smart working:

  • ha un impatto positivo sulla motivazione, sulla creatività e sul benessere dei collaboratori in quanto permette di conciliare al meglio vita e lavoro;
  • ha un impatto positivo sull’incremento della produttività aziendale e sulla responsabilizzazione;
  • permette di ridurre il numero delle Postazioni di Lavoro (PDL) con una una diminuzione della complessità delle aree ufficio, che possono essere organizzate secondo layout nuovi;
  • vi è una riduzione dell’assenteismo e delle ore di straordinario;
  • si sviluppa una notevole riduzione dei tempi e costi di trasferimento casa-lavoro;
  • vi è la diminuzione del turn over aziendale.

I dati

Secondo i dati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano il 58% delle grandi imprese ha già introdotto iniziative concrete di Smart Working.

Dei 570mila smart worker presenti sul territorio, il 76% è soddisfatto del proprio lavoro e uno su tre dichiara di essere pienamente coinvolto nella realtà in cui opera.

Tra i risultati più interessanti dell’ultimo anno emerge anche l’aumento della diffusione nelle PMI: i progetti strutturati sono passati dall’8% al 12% attuale, quelli informali dal 16% al 18%.

Gli step

Implementare lo Smart Working è un processo di cambiamento complesso che richiede di agire contemporaneamente su più leve e che deve partire da un’attenta considerazione di obiettivi, priorità e peculiarità tecnologiche, culturali e manageriali dell’organizzazione.

Il percorso per l’implementazione si compone di 4 fasi:

  • Analisi del contesto: lato impresa si analizzano le politiche di lavoro flessibile e le prassi organizzative già attive, dopodiché si definiscono gli obiettivi strategici e si analizzano le funzioni per cui è possibile attivare lo smart working. In parallelo si valutano i benefici per i lavoratori e l’interesse per la soluzione.
  • Sviluppo del piano: definizione delle strategie operative e delle regole del piano di smart working relativamente a obiettivi, popolazione target, tempistiche, leve motivazionali. Si procede con la stesura dell’action plan e delle policy aziendali.
  • Implementazione strumenti abilitanti: in questa fase avviene l’implementazione delle soluzioni tecnologiche vere e proprie quali ad esempio cloud, connettività, smartworking app. Viene data inoltre importanza agli aspetti di sicurezza informatica.
  • Monitoraggio attività: accompagnamento tramite monitoraggio periodico dell’iniziativa. L’analisi per l’ottimizzazione del servizio viene realizzata attraverso la somministrazione di una survey per una valutazione complessiva dell’impatto del piano.

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