Smart working, digital learning, employer branding e soft skill: ecco i trend dell’HR che domineranno il 2020

La digital transformation sta diventando un processo sempre più attivo nelle aziende, che va a coinvolgere nel suo insieme l’intera organizzazione, compresa l’area HR. Con questo articolo andiamo ad indicare tutti i trend nell’HR che promettono risparmio e maggiore efficienza!

Il futuro del lavoro e dell’HR è alle porte: lo dimostrano i dati di diverse ricerche tra cui quella realizzata da Business International, in collaborazione con l’Osservatorio Imprese Lavoro Inaz, “The future of Work and HR Tech 2020”, che ha evidenziato come l’impatto della digitalizzazione sia ormai pervasivo nel mondo HR.

Tante sono le iniziative, gli obiettivi e le tendenze nate con lo scopo di fornire soluzioni innovative nell’area delle risorse umane, consentendo alle aziende di:

  • snellire i processi degli uffici HR;
  • dare maggiore autonomia ai collaboratori;
  • integrare le funzioni aziendali;
  • riprogettare costantemente prodotti e servizi anche in base alle indicazioni dei clienti.

Tra le tendenze emerse nell’area HR al primo posto si posiziona sicuramente lo smart working (64%), la nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia sul lavoro sia nella scelta degli spazi, che nella scelta degli orari, a fronte di una maggiore delega e responsabilizzazione sui risultati.

Attualmente quasi due aziende su tre dichiarano di voler adottare questo modello, tuttavia è importante ricordare che per realizzare il passaggio al lavoro agile è necessario partire dall’evoluzione della cultura aziendale e, in particolare, degli stili di leadership.

Sono infatti ancora molte le realtà aziendali improntate alla rigidità dei sistemi gerarchici, ecco perché è fondamentale innovare sia gli strumenti, che i modelli di organizzazione del lavoro partendo da una forte volontà e impegno del vertice aziendale.

Guardando ai trend HR nel 2020, emerge anche che più della metà delle imprese include nelle tre iniziative più importanti anche welfare aziendale (60%), performance management (60%) e digital learning (57%).

In particolare, è nata l’esigenza di una profonda innovazione nel processo di gestione delle prestazioni, spesso considerato dai dipendenti come una routine finalizzata solo ai possibili impatti in termini di incentivazione retributiva.

Le imprese si dimostrano sempre più propense a sperimentare nuove formule che possano migliorare il rapporto tra capi, collaboratori, colleghi e clienti, come ad esempio l’introduzione di sistemi di valutazione multi-rating.

Altre tematiche su cui nei prossimi anni ci sarà sicuramente un aumento dell’interesse da parte degli HR Manager sono l’Intelligenza Artificiale e la Robotic Process Automation o RPA, che potranno essere sfruttate sempre di più nei processi di selezione e valutazione del personale.

Altro trend emergente nell’area HR è il potenziamento della capacità di attrarre talenti e quindi la costruzione di modelli di sviluppo delle risorse e di un ecosistema di total compensation (60%). A questo si lega la crescente centralità della comunicazione del marchio, dei valori e della missione aziendale (employer branding) e l’esigenza di sviluppare nuove competenze internamente all’azienda e non più esternamente, colmando così tutti quei gap tecnologici che non lo consentono.

I risultati della ricerca convergono quindi sulla necessità di rimanere al passo con una realtà in costante mutamento, ponendo però sempre l’attenzione sul “fattore umano”.

I comportamenti, le abitudini e le aspettative delle persone in ambito lavorativo sono cambiati radicalmente nel giro di un paio di generazioni. I Millennials e la nuova Generazione Z: queste fasce demografiche portano le aziende a confrontarsi sempre di più con richieste quali un migliore equilibrio fra vita personale e lavorativa, maggiore attenzione alla diversity, necessità di strumenti di lavoro e collaborazione basati su web e cloud, nuove piattaforme per il welfare, percorsi di life-long learning e metodi migliori per valutare, riconoscere e valorizzare le competenze”, ha scritto Linda Gilli, Presidente e Amministratore delegato Inaz, commentando il report. 

Smart working, collaboration e digital trasformation sono quindi fattori importantissimi per favorire l’impegno, motivando e stimolando i dipendenti.

Un’indicazione chiara, questa, di come la tecnologia oggi sia fondamentale per porre le nuove generazioni di professionisti e le aziende al centro di un processo evolutivo sempre più improntato verso il digitale.

Per approfondire tutti i digital trend dell’HR, scrivi a Diego Albergoni, diego.albergoni@millergroup.it, Founder e Consulente del lavoro di Miller Group.

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