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Innovation Olympics: arrivato al traguardo il progetto tra Miller e l’Università LIUC di Castellanza

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Arrivato con successo al termine il progetto di Innovation Olympics per Miller, format promosso da IXL Center e dal Global Innovation Management Institute. Lo scopo del progetto, che coinvolge le migliori università al mondo, è quello di cimentare giovani universitari nell’ideazione e progettazione di nuove strategie di lavoro che apportino una significativa svolta nei processi aziendali.

Miller ha avuto il piacere e l’onore di essere parte dell’edizione invernale degli Innovation Olympics tenuti presso l’università Liuc di Castellanza. I promettenti studenti che hanno partecipato all’attività sviluppando idee di business capaci di generare nuove opportunità di business opportunity grazie all’implementazione di nuove soluzioni tecnologiche e tecniche

Per parlare di questa esperienza abbiamo deciso di coinvolgere Luigi Rondanini, responsabile del Career Service, Internship & Professional Development nonché organizzatore degli Innovation Olympics presso Liuc. Della brillante iniziativa racconta: “il progetto ci è stato proposto da IXL Center, società di consulenza di Boston che utilizza questo format nelle più prestigiose università americane. La LIUC, da subito, ha accettato con entusiasmo. L’iniziativa, infatti, permette agli studenti di sviluppare le soft skills che il mercato del lavoro ritiene fondamentali. Si tratta di una competizione fra team di studenti che si sfidano sulla base di un progetto innovativo (reale) proposto da un’azienda committente. Questo tipo di sfida garantisce la possibilità ai nostri ragazzi di sviluppare competenze come il team work, il public speaking, la capacità di rispettare le scadenze, il pensare in modo creativo, tutte richiestissime dai recruiter aziendali. Le aziende che partecipano hanno il principale vantaggio di ottenere idee innovative di immediata applicazione. Hanno inoltre la possibilità di entrare in contatto con giovani talenti che potrebbero poi essere inseriti nelle loro organizzazioni. Da ultimo, ottengono anche una buona visibilità in ateneo, in ottica di employer branding”.

Secondo il dottor Rondanini, infatti, “l’open Innovation permette alle aziende di ridurre i tempi di sviluppo e di commercializzazione di un’idea, fattore fondamentale in un mondo sempre più connesso e veloce. Inoltre, aprirsi all‘esterno, oltre ad un beneficio in termini di costi, permette all’azienda di entrare in contatto con soggetti che possono costituire nuove opportunità di sviluppo e di profitto”.

Riferendosi alla Miller aggiunge: “ho trovato una realtà dinamica fatta di persone molto competenti e attente ai cambiamenti che il mercato propone. Inoltre, per alcuni studenti che si sono distinti durante l’Innovation Olympics c’è la possibilità di effettuare degli stage e - per un team - anche la concreta opportunità di sviluppare i concetti generati durante la sfida”.

Fra le squadre che hanno partecipato, una in particolare è riuscita a proporre una proposta particolarmente interessante, che andrà a rinnovare in maniera significativa uno dei servizi di Miller Group.

“Il nostro Team ha sviluppato un progetto indirizzato a Miller Group, nonché al suo customers portfolio, che prevede l’implementazione di apparecchi che usufruiscono della realtà aumentata nell’ambito dell’efficientamento, training e sicurezza sul lavoro. Noi come Team 2 abbiamo pensato che, mediante gli occhiali di ultima generazione F5 progettati e sviluppati della casa modenese GlassUp, Miller Group possa differenziarsi sul mercato offrendo quindi servizi innovativi e all’avanguardia.” E’ così che il team ha descritto il proprio progetto vincente.

Parlando invece dell’esperienza, raccontano: “il valore aggiunto che si è andato a creare tramite questa iniziativa è scindibile in due parti distinte, ma comunicanti, ovvero: in primis, valore aggiunto per noi studenti universitari che approcciamo per le prime volte ad ambiti lavorativi, prendendo così coscienza delle logiche nel mercato del lavoro. Ci ha permesso quindi di vedere con i nostri occhi e toccare con mano tutto ciò che abbiamo visto per anni solo sui libri. Inutile aggiungere che le nostre skills si sono ampliate e l’approccio al mondo delle aziende è diventato molto più professionale. Secondariamente, per quanto concerne Miller Group, ha avuto la possibilità di avere nuove idee, idee fresche, migliorabili e perfettibili, da chi non pensa, per competenze e per esperienza, con la testa di un lavoratore. Questa iniziativa ha dunque visto lo schieramento di due forze differenti che ne hanno, secondo noi, beneficiato in misura più o meno simile delle abilità, idee e certezze della controparte”.

In Miller possiamo dirci soddisfatti dell’incredibile esperienza vissuta e concordiamo con quanto riportato dagli studenti: “un’azienda che si affaccia al mondo universitario per attingere idee e materiale giovane è solo positivo, ambedue le parti ne escono arricchite, di ricchezze diverse. Riteniamo che il confronto intergenerazionale sia indispensabile per stare al passo coi tempi. È l’occasione giusta per dimostrare che il nostro Paese ha tanto da offrire e se si riesce a creare una giusta sinergia tra menti, il mercato italiano può puntare sicuramente ad una rimonta”.


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