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Revisori e organi di controllo: rivisti i limiti

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Nuovo intervento in materia di nomina del collegio sindacale e dei revisori. Risulta al vaglio una modifica al rialzo rispetto a quanto fino ad ora previsto dal Codice delle Crisi D’Impresa e di cui avevamo parlato in un precedente articolo.

L’emendamento al Decreto Crescita richiede un innalzamento dei parametri per l’obbligo di nomina dell’organo di controllo. Secondo quanto stabilito si andrebbero a modificare le soglie di riferimento, che si attesterebbero a:

  • 6 milioni di euro per il totale dell’attivo patrimoniale (attualmente la soglia è a 2 milioni di euro);
  • 12 milioni di euro per il totale dei ricavi delle vendite e delle prestazioni (attualmente la soglia è a 2 milioni di euro);
  • 50 unità per ciò che riguarda i dipendenti in media occupati nell’esercizio (attualmente il valore è attestato a 10 unità).

Per quanto concerne l’attuale normativa, i limiti previsti sono in vigore dal 16 marzo 2019, con un adeguamento di nove mesi per la composizione degli organi sociali, quindi l’adeguamento deve essere portato a termine entro ottobre 2019.

Cosa comporta la nuova normativa emendata?

Oltre ad innalzare i limiti, per attivare il controllo da parte dell’organo preposto, l’emendamento richiede che se ne debbano superare almeno due su tre, non più uno solo come previsto in precedenza.

Di contro, l’emendamento richiede la verifica su un solo esercizio, mentre attualmente, secondo l’art. 2477 c.c, la verifica viene richiesta per superamento dei limiti in due esercizi consecutivi.

Proposta intermedia

Esiste una proposta intermedia, che ha raccolto un parere positivo da parte del Presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, dove l’innalzamento dei limiti sarebbe più moderato:

  • Le unità dipendenti passerebbero da 10 a 20.
  • L’attivo da valutare passerebbe da 2 milioni a 4 milioni di euro.
  • I ricavi di riferimento passerebbero da 2 milioni a 4 milioni di euro.

Così facendo le finalità delle modifiche non vengono stravolte e allo stesso tempo vengono limitati i costi per in controlli da parte delle imprese: un giusto compromesso che tutela le parti interessate.

Come procedere se l’organismo di controllo è già stato nominato?

In materia vi sono posizioni contrastanti. Si auspica che la nuova normativa chiarisca anche come svincolare le imprese che, seguendo la regolamentazione che stabiliva limiti più bassi, aveva già provveduto a nominare i propri organi di controllo e che ora, con l’emendamento in approvazione, non ne hanno più bisogno.

A dare un primo segnale interviene il D.L. n. 91/2014 e introduce quanto segue: “conseguentemente, la sopravvenuta insussistenza dell’obbligo di nomina dell’organo di controllo o del revisore costituisce giusta causa di revoca”.

Per maggiori informazioni scrivi a Paola Gatti, Revisore contabile e Commercialista presso Miller Group: paola.gatti@millergroup.it


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