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Blockchain: evoluzione del contesto, opportunità e spunti di interesse

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Quest’anno, la tecnologia Blockchain compie 10 anni: nata come sistema per genere criptovalute – il primo Bitcoin quotato risale al 2009 – ora si sta aprendo a nuovi orizzonti e progetti.

Secondo fonti accreditate negli ultimi due anni in tutto il mondo sono stati implementati circa 2.000 progetti di blockchain e più della metà sono applicati a settori diversi dalle criptovalute: pubblica amministrazione, agroalimentare, trasporti e logistica, commercio e media per agevolare la gestione dei diritti d’autore. In questo contesto, il panorama italiano vanta al momento circa un centinaio di case history: di questi 80 sono in fase pilota, 10 operativi e 10 in fase early stage.

 

A riprova del crescente interesse per la materia lo scorso gennaio il Ministero dello Sviluppo Economico ha nominato 30 esperti per definire la strategia Paese sulle blockchain e il successivo Decreto Semplificazioni dello scorso mese ha introdotto la normativa riguardante i registri distribuiti e la definizione di smart contract (di cui abbiamo già parlato in questo articolo). Quindi, in ogni blockchain vi sono “contratti intelligenti” che stabiliscono regole fisse e registrano i dati da verificare: tramite questi software, è infatti possibile verificare se le condizioni siano soddisfatte o meno, facendo partire il pagamento in automatico in caso di esito positivo.

Diversi sono gli esempi di utilizzo della tecnologia, citiamo ad esempio quello delle assicurazioni basate sulla blockchain: se per la polizza auto è proposta una tariffa scontata in base a certe condizioni, i sensori intelligenti dell’auto trasmettono i dati alla catena che verifica se lo smart contract è rispettato o meno per applicare tale sconto. L’automazione qui proposta permette di velocizzare un processo che prima richiedeva invece lunghe procedure: il vantaggio è garantire la trasparenza e certificarne l’effettiva autenticità. Non solo, Deloitte e Stratumm hanno creato una microassicurazione per la sharing economy, come l’affitto temporaneo di appartamenti, chiamata LenderBot.

Di crescente interesse è l’utilizzo della tecnologia per la certificazione di filiera e per la tracciabilità dei prodotti, specie in campo alimentare: Carrefour ad esempio è stata la prima GDO ad utilizzare i registri distribuiti per controllare i passaggi delle merci dal produttore al consumatore. Partendo da un progetto per tracciare l’origine dei polli, il colosso francese della grande distribuzione ha esteso il sistema a numerose altre filiere: uova, formaggio, latte, arance, pomodori e carne in generale.

 

Come Miller Group, da diversi mesi stiamo lavorando in joint venture con due aziende italiane per la costruzione di un sistema in grado di portare una tecnologia di ledger distribuiti alla portata di tutte le PMI.

Tale collaborazione parte dall'analisi di diverse tipologie di Distributed Ledger Technology, di algoritmi di consensus, sistemi crittografici e, più importante di tutto, uno studio su come le diverse imprese possono usare diversi stack tecnologici nella loro attività.

A valle di questi studi, nasce una piattaforma software che riesce ad astrarre le modalità operative, permettendo di creare blockchain adatte a diversi scopi, con pochi click. È possibile quindi usare da subito tali tecnologie, senza bisogno di investimenti in know how, ad esempio per comprendere se alle proprie esigenze si adatti meglio una Proof-of-stake o una delegated-byzantine-fault-tolerance, una crittografia asimmetrica con sha256 o sha512, o ancora se usare Bip39 o Storybits.

Le blockchain (o più in generale, i DLT) così create potranno essere subito integrati con i sistemi dell'azienda, o usati autonomamente come prodotto esterno, a seconda delle preferenze, senza competenze tecniche.

Esempi di utilizzo saranno per la certificazione di filiera, per garantire l'originalità di un bene (si pensi ai prodotti soggetti a contraffazione), la sua provenienza (si pensi al Made in Italy) o per esibire il modo in cui è stato prodotto.

 

Per maggiori informazioni scrivi a Paul Renda, founder di Miller Group: paul.renda@millergroup.it

 


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