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Sanzioni maggiorate del 20% per il lavoro nero

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La legge di Bilancio 2019 è stata finalmente approvata dalla Camera: ci saranno molte novità in merito al contrasto del fenomeno del lavoro nero per migliorare la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Una delle novità principali della Legge di Bilancio 2019 sarà l’aumento del 20% delle sanzioni per la violazione di svariate disposizioni di legge. Qualora il datore di lavoro nei 3 anni precedenti abbia precedenti per gli stessi illeciti, l’aumento del 20% sarà ulteriormente raddoppiato.

Quando vengono imposte le sanzioni?
L’articolo 35 della legge di Bilancio 2019, quindi, prevede l’aumento del 20% di tutti gli importi dovuti per la violazione delle disposizioni relative:

  • all’impiego di lavoratori senza la preventiva comunicazione al Centro per l’Impiego
  • alla somministrazione irregolare di lavoro
  • alla mancata somministrazione del distacco estero
  • all’inosservanza delle norme relative all’orario di lavoro.

Inoltre, le violazioni di altre disposizioni sempre in materia di lavoro e di legislazione sociale, che verranno identificate dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, contribuiranno sempre ad un aumento del 20% delle sanzioni. Al contrario, le violazioni in materia di igiene e sicurezza sul luogo di lavoro aumenteranno le sanzioni di solo 10%.

Prima contestazione e recidiva
Qualora il datore di lavoro nei 3 anni precedenti sia già stato sanzionato, sia a livello penale che amministrativo, per gli stessi illeciti di cui viene accusato la seconda volta, le maggiorazioni saranno ulteriormente raddoppiate.
Perciò, nel caso del lavoro nero, l’importo delle sanzioni verrà stabilito in base alla durata della violazione: a questo, bisognerà aggiungere o il primo aumento del 20% oppure un aumento del 40% in caso di recidiva.

Come ha agito l’Ispettorato nazionale del Lavoro?
Per contrastare in modo sempre più massiccio il lavoro nero e per rafforzare la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, l’Ispettorato nazionale del lavoro avrà la possibilità di assumere 300 lavoratori nel 2019 e nel 2020, mentre 330 nel 2021. Per raggiungere questo scopo, il fondo risorse decentrate, trattato nell’art. 76 del CCNL funzioni centrali 2016-2018, è stato integrato di 750.000€, 1.500.000€ e 2.325.000€ rispettivamente per gli anni futuri 2019, 2020 e 2021. Queste maggiorazioni serviranno proprio per valorizzare l’apporto del proprio personale, in base a criteri stabiliti durante la contrattazione collettiva integrativa.

Per quanto riguarda la repressione vera e propria del lavoro nero, l’articolo 25-quater del DL n. 199/2018 istituisce un tavolo operativo presso il Ministero del lavoro finalizzato al contrasto del caporalato, costituito da 15 persone massimo selezionate nell’ambito dei Ministeri interessati, degli Enti previdenziali, delle forze dell’ordine, dell’INL e dell’ANPAL.

Per maggiori informazioni chiedi a Diego Albergoni, consulente del lavoro presso Miller & Partners: diego.albergoni@millergroup.it 


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