bg

News

RETRIBUZIONE IN CONTANTI E IN NERO: perché scatta la doppia sanzione per i datori?

img News Blocco di sanzioni Leggedibilancio Lavoronero Contanti Retribuzione Sanzione Doppiasanzione

L’Ispettorato del Lavoro, con la nota n. 294 del 2018, ha chiarito che pagare in contanti i dipendenti irregolari costerà il doppio alle aziende. Infatti, la sanzione per il mancato utilizzo di strumenti tracciabili per il pagamento delle retribuzioni non è incompatibile con la maxisanzione per il lavoro nero. Quindi, verrà aggiunta alla sanzione da 1.000 a 5.000€ per ogni giorno di versamento in contanti dei compensi anche la sanzione amministrativa pecuniaria per il rapporto di lavoro instaurato senza la comunicazione al Centro per l’Impiego.
Qualora il lavoratore in nero venga pagato in contanti, allora la sanzione diventa doppia. Sebbene sia improbabile che il datore di lavoro utilizzi strumenti tracciabili per retribuire questo tipo di lavoratori, il non averlo fatto lo espone semplicemente alla sanzione specifica che non è incompatibile con la maxisanzione. Per sapere quali altre incompatibilità vi sono con altre sanzioni per inadempienze in materia di lavoro, è utile consultare l’art. 3 del D.L. 112/2002, che esclude l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 19, commi 2 e 3, del D.Lgs. n. 276/2003, nonché alle sanzioni di cui all’articolo 39, comma 7, del D. L. 25 n. 112/2008, convertito con modifiche dalla legge n. 133/2008.

Cumulo di sanzioni: cos’è?
È un blocco di sanzioni comminate per le irregolarità nella procedura di assunzione del lavoratore e per la mancata o scorretta tenuta del Libro Unico del Lavoro.
Infatti, il comma 911 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio 2018 sancisce che i datori di lavoro non possono corrispondere la retribuzione per mezzo di denaro contante direttamente al lavoratore, qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato.
Tuttavia, il comma 910 della Legge di Bilancio 2018 fa espressamente riferimento alla “corresponsione” della retribuzione, che implica che l’illecito si configura solo quando viene accertata l’effettiva retribuzione in contanti. L’INL, tuttavia, sottolinea che ogni pagamento costituisce illecito punibile, quindi con la sanzione da 1.000 a 5.000 euro per ogni giornata di pagamento accertato.

Il lavoro irregolare: la maxisanzione
Questa tipologia di sanzione si cumula con la sanzione amministrativa pecuniaria comminata per qualunque rapporto di lavoro instaurato senza la preventiva comunicazione al Centro per l’Impiego:

  • da 1.500€ a 9.000€ per ciascun lavoratore irregolare, in caso di impiego sino a 30 giorni effettivi di lavoro;
  • da 3.000€ a 18.000€ per ciascun lavoratore irregolare, in caso di impiego sino a 60 giorni effettivi di lavoro;
  • da 6.000€ a 36.000€ per ciascun lavoratore irregolare, in caso di impiego oltre a 60 giorni effettivi di lavoro.

Per l’irrogazione di questa maxisanzione, trova applicazione la procedura di diffida di cui all’art.13 del D. Lgs. N. 124/2004. L’INL, tuttavia, sottolinea tramite la nota n. 294/2018 che potrebbe essere applicata anche la diffida accertativa qualora la somma erogata, nonostante fosse in contanti, fosse inferiore a quanto spettante con l’applicazione del CCNL riferibile al committente.
Per maggiori informazioni chiedi a Diego Albergoni, consulente del lavoro presso Miller & Partners: invia una mail a diego.albergoni@millergroup.it


Tags: News Blocco di sanzioni Leggedibilancio Lavoronero Contanti Retribuzione Sanzione Doppiasanzione