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LUL TELEMATICO ABROGATO? Cosa cambia dal 1° gennaio 2019

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Il Libro Unico del Lavoro in modalità telematica, istituito dall’art.15 del D.Lgs. n.151/2015, attuativo della legge n. 183/2014 “Jobs Act”, verrà ufficialmente abrogato dal decreto Semplificazioni 2019. Infatti, dal 1° gennaio 2019, l’obbligo di tenere il LUL in formato telematico verrà meno, nonostante non fosse ancora effettivamente operativo.

L’evoluzione del Libro Unico del Lavoro
Come già anticipato, il LUL telematico è stato istituito dall’attuazione della legge n. 183/2014 “Jobs Act”, sulla scia della digitalizzazione degli adempimenti, sperimentata dall’Agenzia delle Entrate nel settore fiscale, in ambito lavoristico: scelta che, tuttavia, si è rilevata molto più complessa del previsto.
Questo ha portato a due proroghe a differire dapprima al 2018 e poi al 2019 l’entrata in vigore del LUL telematico: questo sembrò a molti come una conferma delle perplessità presenti su questo adempimento, confermate dalla recente abrogazione.

Cosa prevede la normativa attuale?
La normativa attuale prevede che il LUL sia tenuto tramite uno dei sistemi previsti dall’art. 39 del D.L. n. 112/2008:

  • elaborazione e stampa meccanografica su fogli mobili a ciclo continuo, ovvero la prosecuzione di una delle precedenti modalità di tenuta del Libro Paga, in quanto richiede numerazione e vidimazione obbligatorio e preventiva della pagina del libro;
  • stampa laser, la modalità ancora oggi più utilizzata, che necessita dell’autorizzazione dell’INAIL all’intermediario abilitato, di una autorizzazione preventiva alla software house per l’approvazione del layout grafico e che consente la numerazione progressiva;
  • supporti informatici, usati dai soggetti che producono un alto numero di cedolini, che permettono l’esonerazione dall’obbligo di vidimazione e autorizzazione dell’intermediario qualora le modalità vengano comunicate in anticipo alla Direzione Territoriale del Lavoro.

La norma abrogata, invece, avrebbe modificato le modalità operative quotidiane in quanto la procedura telematica di tenuta del Libro Unico del Lavoro non avrebbe rappresentato un’altra opzione, ma sarebbe stata l’unica consentita.

Una ispirazione all’Agenzia delle Entrate?
Il LUL telematico, probabilmente, era stato ideato sulla scia delle grandi riforme fiscali, tra cui la denuncia dei redditi pre-compilata. All’interno di questo contesto, lo strumento informatico è strategico e imprescindibile poiché consente di ottenere informazioni certe, come l’impossibilità oggettiva per il contribuente di inviare dati frutto di interpretazioni non conformi a quelle dell’Amministrazione.
Per questo motivo, i notevoli risultati ottenuti in campo fiscale devono aver condizionato il Ministero del Lavoro, nonostante la realtà di appartenenza sia ben diversa: l’opera di standardizzazione delle voci del cedolino sarebbe stata notevolmente complessa, a causa della grande varietà di causali e descrizioni.

Come esaminare i LUL?
Dal momento che gli organi di vigilanza non avranno la possibilità di consultare online i dati ottenuti dal Ministero, gli Ispettori potranno richiedere all’azienda l’esibizione del LUL. Sarà dunque possibile, attraverso l’analisi documentale, risalire a dati rilevanti che l’UniEmens non è in grado di fornire. Ugualmente l’esame del cedolino rimane necessario nel momento in cui si ritiene opportuno controllare la corrispondenza delle voci di retribuzione e rispettivi ammontari.

Nonostante l’utilità strategica e necessaria che ne deriva, molti osservatori auspicano che le verifiche amministrative prestabilite vengano accompagnate da azioni sul territorio più incisive. Non solo, le risorse impegnate nel “progetto LUL” potranno essere reinvestite su iniziative di vigilanza sul campo.
Per maggiori informazioni chiedi a Diego Albergoni, consulente del lavoro presso Miller & Partners: diego.albergoni@millergroup.it


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