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Fatturazione elettronica: chiarimenti sull’inserimento del numero progressivo

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Tra le tante questioni emerse negli ultimi giorni riguardanti la fatturazione elettronica ve ne è una che rischiava di complicare l’operatività aziendale in maniera molto importante: questa riguardava l’impossibilità di inserire il numero progressivo di registrazione nelle singole fatture elettroniche d’acquisto.

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta ad un preciso interpello in merito -attraverso una pubblicazione dell’11 ottobre 2018- ha comunicato come ovviare a tale problematica suggerendo due soluzioni:

  • Attraverso la generazione di un collegamento informatico fra la fattura e i dati presenti nel registro IVA, sarà possibile individuare in maniera funzionale e veloce le fatture. Come ulteriore sicurezza viene sottolineata la possibilità di controllare la corretta connessione informatica anche attraverso il numero di protocollo IVA, assegnato al momento dell’annotazione della fattura e differenziato a seconda della società;
  • Attraverso il numero VIM - ovvero un numero identificativo unico - assegnato in maniera virtuale alle fatture, che si aggiunge al numero progressivo e unico attribuito dal fornitore stesso alla fattura.

La procedura consentirà comunque di garantire la correlazione univoca tra fattura protocollata in ingresso e l’annotazione della stessa nel relativo registro IVA.

Con l’occasione dell’interpello, l’Agenzia delle Entrate ha inoltre specificato che nel caso in cui la corrispondenza fra i dati presenti nel registro IVA d’acquisti e i dati della fatturazione sia corretta, non sarà indispensabile l’inserimento manuale del numero progressivo IVA. Sarò invece necessario il numero progressivo di protocollo di arrivo, il quale oltre a dover essere inserito nella fatturazione, dovrà anche essere accuratamente indicato anche nel registro IVA.

Per maggiori informazioni chiedi a Paola Gatti, Commercialista e Revisore contabile presso Miller Group: paola.gatti@millergoup.it


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